La trasformazione digitale nei pagamenti dei pubblici esercizi e delle attività commerciali lombarde è ormai un dato di fatto, ma c’è ancora spazio per un’ulteriore evoluzione. È quanto emerge dall’indagine “Dai contanti alle App: pubblici esercizi, attività commerciali e sistemi di pagamento” condotta da Confcommercio Lombardia su un campione rappresentativo di 600 imprese del settore commercio e turismo lombarde, rivelando un tessuto economico che ha assorbito la rivoluzione dei pagamenti elettronici pur mantenendo solide radici nella tradizione.
L’evoluzione dei sistemi di pagamento evidenzia una netta prevalenza di microimprese che operano prevalentemente in sedi fisiche, pur mostrando una crescente apertura verso soluzioni digitali e “phygital”. Sebbene oltre la metà delle attività registri pagamenti elettronici per più del 60% del totale degli incassi, permangono incertezze su strumenti innovativi come il Buy Now Pay Later e l’euro digitale. Gli esercenti riconoscono ai pagamenti digitali benefici in termini di velocità e sicurezza, ma segnalano criticità legate agli elevati costi di commissione e alla gestione tecnologica. In sintesi, il rapporto fotografa una transizione in corso dove lamodernizzazione dei servizi deve ancora confrontarsi con la sostenibilità economica delle transazioni.
“Dalla lettura dei dati emerge una forte penetrazione dei pagamenti digitali che vede l’adozione dei pagamenti elettronici ormai maggioritaria pur in un tessuto fortemente tradizionale. Il consumatore ha imposto un cambio di abitudini a cui i negozianti fisici si sono dovuti adattare – commenta Cristian Botti, presidente Cooperativa di Garanzia Fogalco e vicepresidente Confcommercio Bergamo -. L’esperienza è valutata positivamente grazie ai vantaggi in termini di velocità, efficienza e minore rischio legato alla gestione del contante. Il peso dei costi, però, rimane il vero nervo scoperto della transizione digitale». Nonostante la stragrande maggioranza degli esercenti non riscontri difetti tecnici nei sistemi, il costo economico grava sui bilanci. “Questo spiega come la sostenibilità economica rappresenti il vero tappo all’introduzione di nuovi metodi di pagamento anche più innovativi, nonostante le convenzioni siglate per abbassare i costi – continua Botti -. Infine esiste ancora un marcato deficit di educazione finanziaria e tecnologica alla quale dovremo rispondere come Associazione attraverso formazione e assistenza delle imprese”.
“Il terziario lombardo ha superato la fase di resistenza iniziale ai pagamenti digitali, riconoscendone la comodità e la sicurezza. Tuttavia, l’ecosistema è entrato in una fase non innovativa: i costi percepiti come troppo alti e la scarsa conoscenza delle nuove tendenze finanziarie bloccano l’adozione di soluzioni più avanzate – aggiunge Oscar Fusini, direttore Confcommercio Bergamo -. Il quadro complessivo che emerge dall’indagine è quello di un settore che ha compiuto il passo più difficile, superare la resistenza culturale al digitale, ma che si trova ora di fronte a una seconda sfida: trasformare l’adozione di base in vera innovazione. La sostenibilità economica delle transazioni e l’educazione finanziaria degli operatori rappresentano, secondo Confcommercio, le due leve strategiche su cui concentrare l’azione associativa nei prossimi anni”.
Il dato
Il profilo delle imprese intervistate rispecchia fedelmente la struttura del commercio lombardo: l’86% è costituito da microimprese con meno di 10 dipendenti, l’82% opera esclusivamente attraverso una sede fisica e solo il 17% ha adottato una modalità phygital, che integra presenza fisica e canali digitali. Un contesto in cui la penetrazione del digitale risulta tanto più significativa. Sul fronte dei pagamenti ai primi posti ci sono: carte di credito e debito, contanti, wallet digitali e bonifici bancari, a cui fanno seguito App di pagamento, buoni pasto, criptovaluta. Più del 54% degli esercenti dichiara di incassare oltre il 60% dei propri ricavi in forma elettronica, con il 26% che supera addirittura la soglia dell’80%. Un dato che attesta come il consumatore abbia di fatto guidato questa transizione. Il voto medio di gradimento e agevolezza ai sistemi digitali è di 7,1 su 10. I benefici percepiti sono chiari: velocità delle transazioni, efficienza operativa e maggiore sicurezza rispetto alla gestione del contante. L’83% degli esercenti non riscontra criticità tecniche nei sistemi adottati, mentre il 17% segnala come principali ostacoli proprio i costi: commissioni bancarie e spese tecnologiche che gravano sui margini già compressi delle microimprese.
L’innovazione futura appare ancora lontana: il 75% degli imprenditori non prevede di introdurre nuovi sistemi di pagamento. Il Buy Now Pay Later (BNPL) rimane sconosciuto al 41% degli intervistati e attivo solo nel 9% delle realtà commerciali. Ancora più marcato il divario sull’euro digitale, con una conoscenza del progetto limitata al 20% del campione. L’indagine non tralascia il focus sulle commissioni per piccoli importi (fino a 10 euro), molto comuni in attività come edicole, tabaccherie, bar e panifici. Il 51% dichiara di avere commissioni gratuite, il 30% non è gratuita, 19% (circa 1 impresa su 5) non sa se ha zero commissioni
Nota metodologica: l’indagine è stata condotta da Confcommercio Lombardia su un campione di 600 imprese del terziario lombardo, operanti nei settori commercio e turismo. Composizione del campione: 86% microimprese (0–9 dipendenti), 12% piccole imprese (10–49 dipendenti), 2% medie imprese (50–249 dipendenti).