Dal 29 maggio 2026 anche l’Italia deve recepire la direttiva UE Case Green, che ridisegna l’attestato di prestazione energetica APE, introducendo una scala di classificazione uniforme in tutti i 27 Stati membri dell’Unione Europea e aggiungendo nuovi indicatori ambientali.
Fino al recepimento della direttiva da parte dell’Italia non cambia nulla sul piano operativo.
In particolare:
- non sarà necessario rifare gli APE già emessi;
- gli attestati in corso di validità resteranno validi fino alla loro naturale scadenza;
- le nuove modalità di classificazione entreranno in vigore solo dopo l’adozione delle norme nazionali.
Le principali novità riguarderanno i criteri di calcolo della prestazione energetica, con l’introduzione del GWP (Global Warming Potential). Questo potrebbe portare a una diversa classificazione degli edifici al rinnovo dell’APE, anche senza interventi edilizi o impiantistici.
Il nuovo APE 2026 non cambia il documento che conosciamo, ma cambia profondamente il metodo con cui viene calcolata la prestazione energetica degli edifici.
La riforma introduce:
- maggiore precisione;
- criteri più aderenti alla realtà;
- valutazioni più severe sui ponti termici;
- maggiore attenzione agli impianti e alle fonti rinnovabili.
👉 La normativa è ancora in evoluzione e i dettagli della nuova scala A-G saranno definiti nei prossimi mesi.